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venerdì 10 ottobre 2014

Mamme che si reinventano

Valentina Turci è una giovane ostetrica di Bolsena (VT) che con l’arrivo dei suoi due bambini, Mattia di 4 anni ed Emma di 1, ha dovuto lasciare per un po’ la sua professione per seguirli nei loro primissimi passi nella vita.

Ma la sua indole sprint le fa realizzare, con l’aiuto di due amici, un portale interamente dedicato al mondo delle mamme www.mammainprogress.it in cui Valentina dà consigli alle donne, dal concepimento al post parto, con uno sguardo clinico per gli aspetti medico-sanitari e un tocco più leggero per gli argomenti sul mondo della genitorialità.

“Mamma in progress” definisce la visione della maternità della sua fondatrice: mamma non si nasce - si diventa, ci si trasforma, si impara, si sbaglia e si cresce. Valentina cerca di accompagnare le donne in questo percorso, diverso per ognuna ma con molti punti in comune, cercando di approfondire con freschezza e vivacità ogni aspetto.

In pochi mesi il suo sito conta già molti affezionati e Valentina ha in serbo un nuovo progetto: l’Agenda della gravidanza, uno strumento in grado di seguire la donna dal concepimento alla nascita del suo bambino, con le segnalazioni del momento giusto in cui fare gli esami,  l’alimentazione più corretta, i principali fastidi e come curarli o prevenirli, monitorare la crescita del feto fino a quali sono i nomi più comuni scelti dalle mamme negli ultimi anni!

Una mamma che aiuta altre mamme mettendo a disposizione la sua professionalità e la sua esperienza di genitrice, in pieno stile MaMi!

giovedì 2 settembre 2010

La triste logica delle fazioni

Care mamme,  ho lasciato passare qualche giorno dallo sconcertante episodio di Messina (due ginecologi si picchiano durante il parto di una donna), perché volevo riflettere a fondo sull'accaduto. Ebbene, se dicessi che non me lo sarei mai aspettato, mentirei.


C'è qualcosa di profondamente insano, a mio avviso, che permea purtroppo diversi aspetti legati alla maternità, dal parto all'allattamento. Sto parlando dello schieramento in fazioni, che si ripresenta per ogni tema che noi genitori e futuri genitori ci troviamo ad affrontare. Asilo nido sì o no, allattamento al seno fino a quando - in pubblico o nel retrobottega, pannollini normali o lavabili, e prima ancora, appunto, su come partoriremo: in acqua, in terra, in cielo, con un'operazione, con l'epidurale o senza. Tutti temi sicuramente importanti e che personalmente credo sia bene affrontare in modo consapevole, chiedendo e ascoltando, gli altri ma anche e soprattutto se stesse. Però ecco, mai che si riesca a trovare la misura, il buon senso, nelle voci dalle quali restiamo il più delle volte schiacciate.

Ci sono gli schieramenti e bisogna sempre scegliere: o di qua o di là, non ci sono compromessi perché il compromesso indebolisce l'ideologia e quindi rallenta la spinta della causa che le fazioni vogliono sostenere. A spese tue. Quindi sì, l'episodio di Messina non mi sorprende più di tanto, perché in un paese che da tempo anche nelle più alte cariche ha dimenticato l'etica del dialogo, è utopistico sperare che le cattive pratiche non si diffondano a macchia d'olio un po' ovunque, anche in una sala parto. Sembra che tutto ciò che riusciamo a costruire, lo sappiamo fare solo a scapito di chi non condivide la nostra causa, demonizzando chi non la pensa esattamente come noi, nella totale incapacità di ascoltare e rispettare l'altro. Decisamente un brutto vezzo, che però - temo - siamo noi stessi ad alimentare. Sì, perché qualsiasi decisione prendiamo come genitori, ci sentiamo in dovere di argomentarla e difenderla, per proteggerci dal giudizio degli altri, ed ecco che così ricadiamo, alimentandola, nella triste logica delle fazioni.

lunedì 14 giugno 2010

La chiusura dei consultori pediatrici a Milano

Premetto che non credo che questa petizione possa effettivamente far cambiare le cose: ci sono in ballo soldi, giochi di potere e chissà quante altre considerazioni che non tengono affatto conto delle necessità dei cittadini.
Ma ritengo sia giusto comunque esprimere la propria opinione, sottolineare il proprio disappunto e soprattutto far girare una notizia di cui si parla da un po' ma che ha sempre avuto i contorni vaghi del "si dice" e del "ho saputo che"...

La notizia è questa:
Il "programma di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari per la famiglia", su direttiva della Regione Lombardia, prevede, di fatto, la riduzione del numero di sedi da 26 a 19, in nessuna delle quali verranno eseguite vaccinazioni.
Significa che i nostri figli verranno vaccinati solo nei centri per la vaccinazione, senza una visita pediatrica preventiva, nè il tempo di chiedere chiarimenti sul vaccino stesso.

Vi invito a firmare la petizione on line e a far girare tra i vostri conoscenti:
http://www.petizionionline.it/petizione/no-al-taglio-dei-consultori-pediatrici-di-milano/1276

giovedì 14 gennaio 2010

Svezzamento e alimenti non più proibiti

La novità è che latte, uova, pomodori, kiwi, arachidi ecc. - quegli alimenti insomma che la maggior parte dei pediatri consigliano di posticipare al compimento dell'anno di vita del bambino per evitare allergie - si dovrebbero invece introdurre già durante lo svezzamento! e proprio per evitare che i bambini sviluppino le allergie!
E' la rivoluzione di uno studiobritannico-israeliano, i cui risultati sono stati riportati sul Corriere Salute.
In Israele infatti che è normale dare ai piccoli di sei-otto mesi uno snack di mais al burro di arachidi. “Negli ultimi dieci anni, sempre più mamme hanno tenuto i figli alla larga dai cibi con le "rischiose" arachidi - ha dichiarato Gideon Lack, ricercatore del King' s College di Londra - ma la frequenza di questa allergia è raddoppiata."  Lack ha confrontato 5.600 ragazzini ebrei residenti in Israele con altrettanti ragazzini ebrei (in modo da ridurre le variabili genetiche) residenti in Gran Bretagna. E l'allergia alle noccioline è risultata dieci volte inferiore nei giovanissimi in Israele (dove si consuma lo snack) rispetto a quella che si riscontra in Gran Bretagna.

“La tolleranza ai cibi si impara - commenta Alessandro Ventura, direttore della Clinica pediatrica dell' Università di Trieste -. Più tardi si comincia, più diventa difficile. Studi simili sono stati condotti anche su cibi più comuni da noi, per esempio, su latte vaccino e pesce. In un recente studio svedese si è visto che i bambini cui era stato dato il pesce prima dei nove mesi avevano un rischio molto minore di sviluppare dermatite atopica”.
“Non c'è nessuna prova scientifica che non si possano dare uovo, pomodoro o pesce prima di una certa età - afferma Giovanni Cavagni, direttore dell' Unità di allergologia dell' Ospedale Bambino Gesù di Roma -. Anzi, escluderli dalla dieta potrebbe favorire la comparsa delle forme più gravi di allergia”.

Io non sono una ricercatrice nè una scienziata, anzi forse sono più incosciente che altro, ma trovo tutto questo confortante. Ci credo istintivamente.
Mi viene in mente la scena in consultorio, all'incontro sull'alimentazione 8-12 mesi, quando ho raccontato che a 8 mesi Matteo apprezzava tantissimo la pasta al pesto...
ho visto l'infermiera pediatrica e le altre mamme strabuzzare gli occhi quindi ho precisato: 
"Ma con poco aglio, il pesto fresco che fa mia suocera con il basilico della liguria!". 
E l'infermiera: "Senza i pinoli, vero???"
Pinoli???
...io mica ci avevo pensato...

lunedì 11 gennaio 2010

Acido folico in gravidanza, che confusione!!!

Ho letto recentemente qualche articolo allarmante sull'utilizzo dell'acido folico in gravidanza.
Mi sono documentata.

Un recente studio australiano pubblicato dall’American Journal of Epidemiology collega l’assunzione dell’acido folico nella madre alla fine della gravidanza al rischio di asma del figlio.
La ricerca ha evidenziato che i bambini le cui madri assumevano l’acido folico dopo la 30esima settimana di gravidanza avevano un 25% di probabilità in più di soffrire d’asma a 3 anni rispetto ai bambini le cui mamme non prendevano più quei supplementi a fine gravidanza.

Si tratta per ora di ipotesi, una teoria nuova e non provata.
E comunque, non inficia il fatto che un adeguato livello di acido folico nel periodo del concepimento e nel primo periodo della gravidenza aiuta a ridurre il rischio di alcuni difetti congeniti nel cervello e nella spina dorsale (difetti del tubo neurale).

giovedì 7 gennaio 2010

Niente dieta: sono incinta!

Finite le feste, tutti a dieta!
Non si parla d'altro, in tv, sui giornali, su internet ed al bar. Del resto però, gran parte del buonumore delle festività è merito proprio di tutti quegli zuccheri e peccatucci che ci concediamo e che ci rendono tanto felici... 
E ora, conta di più rimettersi in forma e limitare l'aumento di peso, con tristi e frustranti rinunce, o continuare a essere allegri e felici mangiando quello che si vuole? 
Ognuno fa le sue considerazioni e sceglie liberamente del proprio peso, ma... come fanno le donne in gravidanza? quelle seguite da ginecologi che "hai preso troppo peso", "niente zuccheri e carboidrati", "basta spuntini"?

Bè, a tutte loro (e ai loro ginecologi) vorrei citare la dichiarazione fatta al Corriere della Sera qualche mese fa da Enrico Ferrazzi, primario di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale dei bambini Buzzi di Milano: “La cultura odierna secondo cui più magra è meglio si scontra con le trasformazioni cui fisiologicamente il corpo della donna va incontro durante la gravidanza. La raccomandazione di prendere meno di 10kg non è di tipo medico, ma estetico”.

Se da un lato infatti non è più vero che in gravidanza "bisogna mangiare per due" come dicevano le nostre nonne, è ormai superato però anche l'imperativo che il peso vada tenuto strettamente controllato - a meno di problemi fisici, come un'obesità iniziale o un diabete gravidico.
L’Istituto di Medicina statunitense ha recentemente pubblicato valori sull’aumento di peso in gravidanza molto più permissivi rispetto a quelli europei, perché non ci sono basi sufficienti per dire che troppi chili possano nuocere alla mamma e al bambino. Secondo queste linee guida, una donna in sottopeso (si calcola col rapporto altezza-peso) può prendere dai 12 ai 18 chili, chi invece è normopeso dagli 11 ai 15,8 kg, le signore in sovrappeso dai 6,8 agli 11,3kg, mentre solo in caso di obesità non si devono superare i 9 kg.
In generale comunque, nei paesi di cultura anglosassone, ma ora sempre più anche in Italia, l'indicazione ai ginecologi è quella di non pesare le donne in gravidanza, ma verificarne lo stato di salute complessivo, in modo da non aggiungere un ulteriore elemento di agitazione ad un periodo che già ha il suo bel da fare!
Perciò, care future mammine, c'è tempo per mettersi a dieta. Come sempre, l'importante è non esagerare e condurre un'alimentazione varia, il più possibile sana, con alimenti di qualità e perseguire un generale stato di benessere... ve lo dice una che ha preso 18 chili (di cui almeno 4 durante le feste natalizie!!!) e li ha persi semplicemente allattando e stando dietro al bimbo una volta nato.
 

mercoledì 2 dicembre 2009

Banca del latte

All'ospedale Macedonio Melloni di Milano esiste una banca speciale, che raccoglie latte materno da dare ai bambini nati prematuri.

E' un'iniziativa importante e utile, perché il latte materno rappresenta l'alimento ottimale per i neonati pretermine, in virtù delle sue proprietà nutrizionali, digestivo-metaboliche e immunologiche (questo alimento contiene infatti una serie di componenti in grado di fornire al neonato un valido ausilio per la difesa dalle infezioni batteriche e virali): tante buone ragioni per scegliere dunque la strada del latte materno.

Non sempre, però, le mamme di questi piccoli nati sono già pronte per allattare, per questo motivo si rende necessario raccogliere il latte da altre mamme.

Fare donazioni alla banca del latte è facile, ma spesso le noemamme preferiscono non prendere questo impegno, perché hanno paura di restare senza latte da dare al proprio bambino. Si tratta di una paura comprensibile, ma infondata, perché la produzione di latte è legata alla stimolazione di suzione a cui i seni vengono sottoposti, quindi, più latte viene tirato, più se ne produce.

Resta comunque una decisione impegnativa per la mamma donatrice, per questo a MaMi abbiamo pensato di creare un gruppo di supporto alla donazione, che permetta di raggiungere più facilmente gli obiettivi di raccolta del latte da donare all'ospedale.

Da MaMi le mamme che aderiscono al progetto possono venire in qualsiasi momento e utilizzare il tiralatte elettrico o quello manuale, senza doversi preoccupare di quanto latte riusciranno a raccogliere: la donazione sarà infatti collettiva e resa possibile grazie al contributo di più mamme-bàlie.

Aderendo a questo progetto si fa del bene ai bambini nati pretermine e alle loro famiglie, ma anche a se stesse e ai propri figli, ai quali si regala virtualmente la possibilità di avere decine di fratelli e sorelle di latte.


Per saperne di più su cos'è e come funziona la Banca del Latte umano:


giovedì 12 novembre 2009

Fluoro o spazzolino?

Molti pediatri consigliano la fluoroprofilassi (compressine o gocce) per i bambini di pochi mesi. Addirittura ho sentito di ginecologi che iniziano a far prendere il fluoro alle mamme in gravidanza. E tutto questo in nome della prevenzione della carie, facendo leva sul desiderio naturale di ogni mamma di avere figli belli e sani, anche e soprattutto in bocca!
Contrariamente a quello che si credeva un tempo, inizia a farsi strada invece l’opinione che il fluoro è efficace solo se applicato localmente, perché si lega allo smalto dei denti e li protegge dalle carie.
Assorbito per bocca, il fluoro non arriva solo ai denti e comunque entra nel dente attraverso il sangue e altera la struttura del dente stesso. Questo può causare fluorosi dentale, che è esattamente il risultato opposto a quello che si voleva ottenere, cioè l’erosione dello smalto del dente, che diventa più vulnerabile all’attrito e all’erosione.
Ci sono ricerche che dimostrano che il fluoro ha la capacità di inibire o alterare numerosi enzimi necessari al normale funzionamento del nostro organismo (metabolismo, crescita e regolazione cellulare) e che l’assunzione eccessiva di fluoro è correlata anche all’aumento delle fratture dell’anca in persone ultrasessantenni e alla diminuzione del tasso di fertilità negli esseri umani. Studi sugli animali hanno inoltre mostrato che il fluoro è cancerogeno, specialmente per i tessuti ossei e per il fegato. Non sono stati condotti, per il momento, studi decisivi sull’uomo e quindi non ci voglio nemmeno pensare.
Quali siano le dosi “pericolose” nell’assunzione di fluoro non è stato determinato; ma se pensiamo ai dentifrici, alle gomme da masticare, alla fluorizzazione delle acque (in Italia non c’è una legge che la regoli) e a tanti alimenti confezionati e medicinali che contengono il fluoro… beh, credo che aggiungere anche degli integratori potrebbe spingerci sicuramente oltre il limite.
Una buona alimentazione, la luce del sole, l’attività fisica, il giusto riposo e la serenità mentale sono tutti fattori che concorrono al benessere del corpo e quindi anche dei denti. Una corretta igiene dentale fa il resto.
Alle mamme di MaMi stiamo regalando uno spazzolino/massaggia gengive per i neonati (foto accanto). Non deve essere impugnato e usato dal bambino (ancora evidentemente troppo piccolo!) ma da un adulto che lo infila sull’indice e lo sfrega sulle gengive del piccolo. Da un lato delle piccolissime setole di gomma per lavare i primi dentini e dall’altro una superficie apposita per massaggiare le gengive spesso dolenti.
Iniziando ad usarlo sin da piccolissimi, oltre a dare sollievo alle gengive, si crea l’abitudine all’utilizzo, che all’inizio è davvero divertente!

mercoledì 11 novembre 2009

Bimbisicuramente 2009

Dal 9 al 15 novembre, è stata istituita la settimana di sensibilizzazione sociale sulla sicurezza dei bambini in auto "BimbiSicuramente 2009".

In breve:
Gli incidenti stradali risultano essere la prima causa di morte per i bambini da 5 a 14 anni. 
E il il 40% degli incidenti mortali nei bambini si verifica durante percorsi inferiori a 3km!!!
Cioè quando pensiamo che "non importa se non lo metto nel seggiolino per un tragitto così breve"... senza pensare che un incidente può essere mortale anche se avviene alla velocità di 20km/h. 
Invece, come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, se correttamente installati ed utilizzati, i sistemi di ritenuta dei bambini possono ridurre del 80% la probabilità di lesioni gravi ai bambini. 
BimbiSicuramente 2009 dal 9 al 15 novembre la sicurezza dei bambini in auto in primo pianoIl sito è intuitivo, semplice e soprattutto fornisce le informazioni corrette per la scelta dei seggiolini auto e sul loro utilizzo. 
Utile anche la guida pubblicata da Quattroruote.

mercoledì 4 novembre 2009

Influenza A/H1N1

La pandemia di influenza è da tempo uno degli argomenti di maggiore discussione tra noi mamme.
E' da settembre che hanno iniziato a dirci che sarà spaventosamente contagiosa e colpirà anche i bambini più piccoli, dai 6 mesi di vita.
Già allora ne avevo parlato con la pediatra di Matteo che mi aveva detto testualmente: la vaccinazione sarà disponibile per i bambini al di sopra dei 6 mesi CON PATOLOGIE. Non per i bambini sani.
E poi - mi aveva chiesto - lei vorrebbe somministrare un vaccino ancora in sperimentazione, confezionato in tutta fretta, ad un bimbo sano come il suo???
La mia risposta è stata NO e mi sono messa il cuore in pace.
Ora, da qualche giorno, il tam tam mediatico è tornato a battere sull'argomento creando sempre più allarmismo. Per questo motivo pubblichiamo volentieri questa lettera, che ci trova concordi.

*Lettera ai genitori sulla “Nuova Influenza”*

Cari genitori,
ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.
La mia risposta è NO! Un ‘no’ motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un ‘no’ controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti:
avranno le loro ragioni.


Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto

L’epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l’unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell’influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.

Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l’A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).

Non deve meravigliare: purtroppo si può, e si muore, di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani.

Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell’inverno australe (che coincide con l’estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell’inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno “normale” i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.

La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.
Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età, l’influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l’influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l’influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.


Perchè allora il panico?

Quanto successo nei Paesi dell’Emisfero australe ci rassicura: l’influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E’ un tipico esempio di “invenzione delle malattie” (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si tratto’ di un gravissimo errore prognostico?
Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.


I medicinali funzionano?

Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l’azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza. Ne’ va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l’Oseltamivir contro l’A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.


…E i vaccini?

I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un’attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.
Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l’influenza stagionale, sappiamo che ha un’efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l’influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un’epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un’influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l’errore del 1976.

Un’altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

Come curarsi?

Per curare l’influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l’uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell’epidemia.

Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di firmare il “consenso informato”, una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi. Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione. Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l’indennizzo ai danneggiati.
Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.


Dott. Eugenio Serravalle,
Specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale


Pisa 6 settembre 2009
 

 Per chi volesse approfondire, segnaliamo anche la lettera aperta ai politici, media e istituzioni della Associazione Culturale Pediatri.