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domenica 10 maggio 2015

Le leggi di MUMrphy - Auguri Mamme!

Oggi nella giornata della festa della mamma eccovi una chicca:

La 4° legge di MUMrphy ossia la legge del "ci pensa papà"

Ok, qui si apre un mondo, anzi un universo, anzi un buco nero! 

Riassumo con un esempio più che calzante: sei andata a prendere i tuoi figli da scuola, li ha portati “due orette” al parco in modo che si sfogassero per bene, li ha riportati a casa trascinandoli praticamente (versione 1: non vogliono tornare a casa, versione 2: sono troppo stanchi per tornare a casa sulle loro gambe), magari hai anche fatto “un saltino” al super, li hai messi a mollo viste le condizioni (ogni tanto temi che sotto quel fango/sabbia/erba/ecc ecc possa addirittura esserci il figlio di un’altra!) e sapendo che il bagno li rilassa, hai cucinato la cena con il calore del phon mentre gli asciugavi i capelli, li hai sfamati che manco le cavallette e si avvicinano le famose 20 e zero zero (che a casa mia suonano meglio come le 21 e qualcosa tendente al 50….) 
e traaaccc: arriva il papà!
Che non li vede mai, poverino, quindi vuole mettere loro il pigiama e raccontare la favola della buonanotte.

Conclusione: intorno a mezzanotte hai i figli con le mutande sopra i pantaloni del pigiama che saltano sul TUO letto 

perché hanno paura del pirata con la barba arancione che cavalca un cavallo di onde e vogliono sapere quale supereroe lo fermerà. Papà, ovviamente, ma non adesso che dorme che domattina ha un importante impegno di lavoro per cui bimbi…

Valentina Mammaguerriera 
eh si, quelli nell foto sono mio marito e mio figlio ;-)

giovedì 19 marzo 2015

Di Principi e di Principesse

In questi giorni è tutto un parlare di Cenerentola e del suo Principe Azzurro: 

ma quanti ne esistono di Principi Azzurri?



Oggi rientrando a casa mi si è materializzato davanti il mio Principe Azzurro di quando avevo 12 anni: era proprio lì, davanti alla porta di casa mia. Bello elegante raggiante e misterioso come quando aveva 14 anni. Ed ero lì anche io: spettinata, arruffata e con due pupi al seguito (spettinati ed arruffati pure loro)! 
Una Cenerentola moderna, con le All Star (tutte e due!) ai piedi
Di certo non mi immaginavo così il nostro incontro “da grandi”.  
Nella mia fantasia mi avrebbe ritrovata bellissima e realizzata, con la messa in piega, le mani fatte e almeno un tacco 8 se non proprio da 12…’na scarpetta elegante! 
E invece. 
Invece anche lui ha due figli, non dorme la notte da mesi, in effetti ha le occhiaie sotto i Rayban, ha un lavoro come tanti e va pure alle assemblee di condominio…insomma:

il Principe Azzurro è una persona normale!

Non ho potuto fare a meno di pensare a tutti i miei Principi Azzurri, a chi mi ha fatto battere il cuore e ho scoperto che sono molti, pur eliminando Brandon di Beverly Hills, Jess delle Gilmore Girls, Pacey di Dawson’s Creek e BIG di Sex and the city
Quelli reali sono comunque un po’, e tanti sono stati amori non corrisposti.

Insomma, il bello del Principe Azzurro è che rimane tale, non evolve, non diventa re. 

È il suo potenziale che ci ammalia, tutto quello che potrebbe essere per noi, i sogni che potrebbero realizzarsi con lui, quel suo essere quasi sul punto di essere la nostra svolta. 
E invece.

Invece troveremo il Signore dell’Anello, quello al nostro anulare 

l’Uomo in grado di far battere il nostro cuore e vibrare la nostra anima sempre e per sempre. Ma anche di far quadrare i conti a fine mese e far giocare i nostri figli allo sfinimento.

Pensa e ripensa, mi è venuto in mente 

il Principe Azzurro per antonomasia, quello che ti fa sentire una principessa a tutte le età: il tuo papà!


Lui sì che ci sarà sempre al nostro fianco, non ci deluderà mai e ci ascolterà anche quando non avremo nulla da dire, per lui saremo comunque un libro aperto.

Auguri papà, Principe Azzurro di tutte noi che saremo sempre la tua Principessa, pur essendo la Regina di un altro.


Valentina MammaGuerriera

sabato 19 marzo 2011

La vera storia dei papà

C'era una volta un paese abitato da mamme e bambini.
Era un paese allegro, dove le mamme facevano mille cose e i bambini giocavano, mangiavano e dormivano. Quando pioveva, si stava tutti in casa. Quando c'era il sole, si usciva e si andava a passeggio. Le mamme sbrigavano tutte le faccende domestiche in poco tempo, si prendevano cura dei bambini e si dilettavano in cucina. I bambini giocavano tra loro, litigavano, correvano, facevano la pace, e quando erano stanchi si tuffavano nelle braccia delle loro mamme, che esistevano solo per loro. Però ecco, era tutto così perfetto che, per come siamo fatti noi umani, qualcosa mancava. Ma cosa?
Un giorno in questo paese arrivò un pullman carico di papà. Era la prima volta che accadeva in tanti anni, che quasi nessuno ricordava più come erano fatti, i papà. Ogni famiglia ne adottò uno, e le cose cominciarono presto a cambiare. I panni da lavare si moltiplicarono, così come i pasti da cucinare, le cose da sistemare, i calzini da rammendare. La sera i bambini si dovevano dividere le attenzioni delle mamme, perché i papà erano molto esigenti e avevano bisogno di tantissime cure. Le televisioni di tutto il paese erano sintonizzate sette giorni su sette sui canali che trasmettevano cronache di partite di calcio, le lavatrici erano sempre in funzione, le mamme esauste, i bambini gelosi.
Quando dopo un po' di tempo ripassò il pullman che aveva portato i papà, molte mamme e bambini furono sfiorati dall'idea di restituirli. Però i papà erano compagni di gioco meravigliosi, perché in fondo non avevano mai smesso di essere bambini. E forse anche per questo le mamme li guardavano con gli occhi pieni di tenerezza, perché per quanto fossero impegnativi da seguire, arrivava un momento, la sera, in cui crollavano addormentati accanto ai bambini. E allora le mamme capivano che, a modo loro, erano angeli pure i papà.


Buona festa del papà a tutti i papà (soprattutto a quelli con abbastanza senso dell'umorismo da sorridere di questa storiella!)