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martedì 28 ottobre 2014

Bimbi on the road: legàti e felici?



Quando nasce tuo figlio una delle prime certezze che hai è che cercherai di proteggerlo sempre, in ogni occasione della vita, sia fisicamente che dalle altre circostanze che la vita comporta. È un legame forte, che nulla potrà mai spezzare.

Ci sono tipi di legami, però, che non tutti i bimbi gradiscono: come quelli al seggiolino dell’auto.

Lo ammetto: uno dei motivi per cui tendo a non prendere la macchina è per non mettere la mia più piccola sul seggiolino. Ogni santissima volta che ci dobbiamo spostare è la solita scena: diventa tarantolata, urla, ha crisi di pianto…però, c’è sempre un però. Mai e poi mai ingrano la marcia se lei non è correttamente legata al suo seggiolino, costi quel che costi!

Come scegliere però il seggiolino auto più adatto? Riciclo quello del cuginetto? Lo prendo rosa di Hello Kitty sperando che mia figlia per questo lo adori? Oppure prendo il modello “camicia di forza” sperando riesca a contenere il suo rifiuto per gli spallacci? Vado su una marca conosciuta, sul più caro, sul più bello?

E poi: a che età lo devo cambiare? Come si monta? E come si smonta??? (ho passato interi pomeriggi a cercare di spostare il seggiolino dalla mia auto a quella dei nonni).

AltroConsumo ci aiuta in questa scelta con un’indagine di mercato molto accurata che compara 86 seggiolini per bambini fino ai 18 kg, ecco i risultati:


Pronti a partire? =)

martedì 29 marzo 2011

Una storia per volare

Vi è mai capitato di dover prendere un aereo da sole con il vostro bambino? A me sì, proprio l'altro ieri, ed ero agitatissima, anche se si trattava di un volo breve. Temevo i vari passaggi critici, il controllo sicurezza, la gestione della valigia, l'ora di volo... Insomma: tutto!
Ho cercato di pianificare la trasferta in modo da far coincidere il momento del volo con il sonnellino, ma il fattore eccitazione per la novità dell'esperienza ha giocato la sua parte anche nei miei dettagliati programmi. Così ci siamo trovate sedute sull'aereo che la mia bimba sembrava tutt'altro che intenzionata a dormire. Allora ho inventato una storia, una storia per volare.

C'era una volta una bambina di nome Alba. Una mattina Alba si sveglia e si prepara insieme alla mamma, ma non per andare all'asilo. Dopo un po' infatti arrivano i nonni, che le accompagnano all'aeroporto, dove saliranno su un aereo per volare dal papà. Alba saluta i nonni, e con la mamma va ai controlli di sicurezza. Scende dal passeggino, si toglie il giubbotto e la mamma mette tutto sul nastro scorrevole. Poi passano sotto a una porta speciale e vanno dall'altra parte del nastro scorrevole, ad aspettare il passeggino e la giacca. E che sorpresa, quando vedono spuntare il giubbotto rosa: Alba grida di gioia!
Poi la mamma e Alba vanno al bar, a mangiare un panino con mozzarella, pomodoro e basilico, e quando hanno finito si dirigono verso il gate. Lungo il tragitto, si fermano a comprare un coniglio di cioccolato, da portare in regalo al papà. Poi, al bar vicino al gate, la mamma beve un caffé e Alba mangia un cioccolatino. Ecco, l'hostess annuncia la partenza del volo, ci siamo! Alba e la mamma salgono col passeggino sul pullman che le porta all'aereo. Alba canta contenta "volare", e tutti ridono. Poi, quando scendono dal pullman, la mamma chiiude il passeggino e lo dà a un signore che lo carica nel bagagliaio dell'aereo. Alba e la mamma salgono sull'aereo, la mamma si siede al suo posto e prende in braccio Alba. Tutte e due si allacciano la cintura, e si preparano alla partenza. L'aereo comincia a muoversi, ma ancora non vola: sta cercando la pista di lancio, perché deve prendere una lunga rincorsa per partire. Rollando, rollando, l'aereo trova finalmente la sua pista di lancio e così comincia a correre. Alba e la mamma iniziano a contare: 1,2,3,4,5... Ancora niente, l'aereo non vola. 6,7,8,9,10... È sempre con le ruote per terra, deve correre ancora più veloce per iniziare a volare! 11,12,13,14,15... Ecco, finalmente ha staccato le ruote dal suolo, ora vola, stiamo volando, che bello! Alba è contentissima, allora la mamma la abbraccia forte e tenendola in braccio, come quando era una bambina piccola, comincia a raccontarle una storia.
C'era una volta una bambina di nome Alba. Una mattina Alba si sveglia e si prepara insieme alla mamma, ma non per andare all'asilo. Dopo un po' infatti arrivano i nonni, che le accompagnano all'aeroporto, dove saliranno su un aereo per volare dal papà. Alba saluta i nonni, e con la mamma va ai controlli di sicurezza. Scende dal passeggino, si toglie il giubbotto e la mamma mette tutto sul nastro scorrevole...

Sì, la storia per volare è proprio quella di questo giorno speciale. A metà della terza volta che raccontavo la storia, Alba è crollata in un bel sonno profondo. Si sa, ai bambini piacciono le storie che si ripetono, specialmente se sono loro i protagonisti. E il vecchio trucco del "c'era una volta un re seduto sul sofà..." ha fatto il resto. Tra l'altro il bello di questo racconto è che ogni bambino avrà il suo, e voi non dovrete ricordare nulla di particolare, solo ripercorrere insieme al vostro piccolo tutte le emozioni di questo giorno speciale.

lunedì 8 febbraio 2010

Ryan Air contro i bambini

Lo scorso fine settimana siamo stati in Sardegna per il matrimonio di un caro amico. Poichè partivamo insieme ad altri amici, abbiamo seguito la maggioranza e preso i biglietti con la compagnia che in generale conveniva di più: Ryan Air.
Non è la prima volta che andiamo in Sardegna, Matteo ha fatto il suo battesimo del volo a 2 mesi e mezzo, con Meridiana, poi abbiamo volato con Air One e con Alitalia. Con nessuno abbiamo avuto problemi, a parte i soliti ritardi, che riguardano tutti i passeggeri. 
Ryan Air invece sembra voglia disincentivare i viaggi con bambini piccoli.
Iniziamo dal prezzo, che dovrebbe essere il loro principale vantaggio competitivo: i "lattanti", cioè fino ai 2 anni, viaggiano in braccio ai genitori e - su tutte le compagnie aeree - non pagano. Ryan no: il biglietto costa 24 euro!!!! e senza sconti nè tariffe low. Io ho pagato 9 euro, lui 24.
Il carissimo biglietto non solo non gli da diritto ad un posto a sedere, ma nemmeno ad un bagaglio a mano. Perciò la mamma deve rinunciare al suo bagaglio a mano per poter portare con sè il minimo indispensabile: biberon, pannolini, pappe... come si fa a viaggiare senza? li vendono loro sull'aeromobile?
Il carissimo biglietto ti consente di portare con te un passeggino. Ma non la fascia-marsupio, che io avevo in un sacchetto e che ho dovuto tirare fuori e indossare, altrimenti sarebbe stata considerata bagaglio aggiuntivo, da imbarcare al modico prezzo di 35 euro.
Il carissimo biglietto prevede che il check in on line da 15 gg prima della partenza. 7 giorni prima, mi collego a internet e procedo con il check in on line. Mi viene chiesto il numero di documento di Matteo - a scelta tra passaporto e carta di identità. Peccato che Matteo, a 11 mesi, abbia giusto il certificato di nascita con foto che rilascia il comune e con il quale ha sempre viaggiato sul territorio italiano. Mi informo e scopro che nel web check in devo semplicemente ripetere il documento del genitore che lo accompagna ma anche che... Ryan Air accetta soltanto il certificato di nascita con foto valido per l'espatrio. Ma io vado in Sardegna, mica espatrio!!! Chiamo in commissariato e mi confermano: per l'Italia non serve, ma sappiamo che Ryan Air lo pretende. Gentilmente (ringrazio ancora) mi rilasciano il timbro in 24 ore anzichè in 7/10 giorni come previsto.
Arrivati in aeroporto a Bergamo poi scopriamo che tra l'altro non basta nemmeno il web check in ma dobbiamo passare dal banco accettazione per registrare il bambino. Doppia fila.
Al ritorno, a Cagliari, ci presentiamo direttamente all'accettazione e ci guardano stupiti: avete già fatto il web check in, cosa volete????
Sic !!! :(
Lasciamo stare il fatto che all'imbarco passa avanti solo chi ha pagato il supplemento e non c'è priorità per le famiglie con i bimbi piccoli...  ma la chicca finale è il volo di ritorno. Partenza ore 18:00 arrivo previsto alle 19:35. Mi organizzo acquistando una pappa pronta "cena" e, verso le 18:30, chiedo allo steward se me la riscalda. Immaginavo che mi avrebbero fatto pagare, ma mai avrei potuto immaginare che si rifiutassero!!! Non possono scaldare la pappa di un bambino, pena una lettera di richiamo. Lo steward era mortificato, mi ha anche detto che avrei dovuto aver ricevuto una mail nella quale venivo informata di questa policy... beh, è evidente che non l'ho ricevuta, altrimenti mi sarei organizzata diversamente, non mi sarei ridotta a far cenare mio figlio con dei biscotti!!
Io non ho veramente parole, dall'inizio alla fine un trattamento discriminatorio... non era più semplice comunicare che Ryan Air non accetta a bordo bambini al di sotto dei 2 anni????
Ah, quasi dimenticavo... lato sicurezza... sia all'andata che al ritorno ho dovuto chiedere io la cintura aggiuntiva e non mi hanno dato nè mascherina nè giubbotto salvagente per il bambino.
Però sono puntuali...