giovedì 14 gennaio 2010

Svezzamento e alimenti non più proibiti

La novità è che latte, uova, pomodori, kiwi, arachidi ecc. - quegli alimenti insomma che la maggior parte dei pediatri consigliano di posticipare al compimento dell'anno di vita del bambino per evitare allergie - si dovrebbero invece introdurre già durante lo svezzamento! e proprio per evitare che i bambini sviluppino le allergie!
E' la rivoluzione di uno studiobritannico-israeliano, i cui risultati sono stati riportati sul Corriere Salute.
In Israele infatti che è normale dare ai piccoli di sei-otto mesi uno snack di mais al burro di arachidi. “Negli ultimi dieci anni, sempre più mamme hanno tenuto i figli alla larga dai cibi con le "rischiose" arachidi - ha dichiarato Gideon Lack, ricercatore del King' s College di Londra - ma la frequenza di questa allergia è raddoppiata."  Lack ha confrontato 5.600 ragazzini ebrei residenti in Israele con altrettanti ragazzini ebrei (in modo da ridurre le variabili genetiche) residenti in Gran Bretagna. E l'allergia alle noccioline è risultata dieci volte inferiore nei giovanissimi in Israele (dove si consuma lo snack) rispetto a quella che si riscontra in Gran Bretagna.

“La tolleranza ai cibi si impara - commenta Alessandro Ventura, direttore della Clinica pediatrica dell' Università di Trieste -. Più tardi si comincia, più diventa difficile. Studi simili sono stati condotti anche su cibi più comuni da noi, per esempio, su latte vaccino e pesce. In un recente studio svedese si è visto che i bambini cui era stato dato il pesce prima dei nove mesi avevano un rischio molto minore di sviluppare dermatite atopica”.
“Non c'è nessuna prova scientifica che non si possano dare uovo, pomodoro o pesce prima di una certa età - afferma Giovanni Cavagni, direttore dell' Unità di allergologia dell' Ospedale Bambino Gesù di Roma -. Anzi, escluderli dalla dieta potrebbe favorire la comparsa delle forme più gravi di allergia”.

Io non sono una ricercatrice nè una scienziata, anzi forse sono più incosciente che altro, ma trovo tutto questo confortante. Ci credo istintivamente.
Mi viene in mente la scena in consultorio, all'incontro sull'alimentazione 8-12 mesi, quando ho raccontato che a 8 mesi Matteo apprezzava tantissimo la pasta al pesto...
ho visto l'infermiera pediatrica e le altre mamme strabuzzare gli occhi quindi ho precisato: 
"Ma con poco aglio, il pesto fresco che fa mia suocera con il basilico della liguria!". 
E l'infermiera: "Senza i pinoli, vero???"
Pinoli???
...io mica ci avevo pensato...

lunedì 11 gennaio 2010

Acido folico in gravidanza, che confusione!!!

Ho letto recentemente qualche articolo allarmante sull'utilizzo dell'acido folico in gravidanza.
Mi sono documentata.

Un recente studio australiano pubblicato dall’American Journal of Epidemiology collega l’assunzione dell’acido folico nella madre alla fine della gravidanza al rischio di asma del figlio.
La ricerca ha evidenziato che i bambini le cui madri assumevano l’acido folico dopo la 30esima settimana di gravidanza avevano un 25% di probabilità in più di soffrire d’asma a 3 anni rispetto ai bambini le cui mamme non prendevano più quei supplementi a fine gravidanza.

Si tratta per ora di ipotesi, una teoria nuova e non provata.
E comunque, non inficia il fatto che un adeguato livello di acido folico nel periodo del concepimento e nel primo periodo della gravidenza aiuta a ridurre il rischio di alcuni difetti congeniti nel cervello e nella spina dorsale (difetti del tubo neurale).

giovedì 7 gennaio 2010

Niente dieta: sono incinta!

Finite le feste, tutti a dieta!
Non si parla d'altro, in tv, sui giornali, su internet ed al bar. Del resto però, gran parte del buonumore delle festività è merito proprio di tutti quegli zuccheri e peccatucci che ci concediamo e che ci rendono tanto felici... 
E ora, conta di più rimettersi in forma e limitare l'aumento di peso, con tristi e frustranti rinunce, o continuare a essere allegri e felici mangiando quello che si vuole? 
Ognuno fa le sue considerazioni e sceglie liberamente del proprio peso, ma... come fanno le donne in gravidanza? quelle seguite da ginecologi che "hai preso troppo peso", "niente zuccheri e carboidrati", "basta spuntini"?

Bè, a tutte loro (e ai loro ginecologi) vorrei citare la dichiarazione fatta al Corriere della Sera qualche mese fa da Enrico Ferrazzi, primario di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale dei bambini Buzzi di Milano: “La cultura odierna secondo cui più magra è meglio si scontra con le trasformazioni cui fisiologicamente il corpo della donna va incontro durante la gravidanza. La raccomandazione di prendere meno di 10kg non è di tipo medico, ma estetico”.

Se da un lato infatti non è più vero che in gravidanza "bisogna mangiare per due" come dicevano le nostre nonne, è ormai superato però anche l'imperativo che il peso vada tenuto strettamente controllato - a meno di problemi fisici, come un'obesità iniziale o un diabete gravidico.
L’Istituto di Medicina statunitense ha recentemente pubblicato valori sull’aumento di peso in gravidanza molto più permissivi rispetto a quelli europei, perché non ci sono basi sufficienti per dire che troppi chili possano nuocere alla mamma e al bambino. Secondo queste linee guida, una donna in sottopeso (si calcola col rapporto altezza-peso) può prendere dai 12 ai 18 chili, chi invece è normopeso dagli 11 ai 15,8 kg, le signore in sovrappeso dai 6,8 agli 11,3kg, mentre solo in caso di obesità non si devono superare i 9 kg.
In generale comunque, nei paesi di cultura anglosassone, ma ora sempre più anche in Italia, l'indicazione ai ginecologi è quella di non pesare le donne in gravidanza, ma verificarne lo stato di salute complessivo, in modo da non aggiungere un ulteriore elemento di agitazione ad un periodo che già ha il suo bel da fare!
Perciò, care future mammine, c'è tempo per mettersi a dieta. Come sempre, l'importante è non esagerare e condurre un'alimentazione varia, il più possibile sana, con alimenti di qualità e perseguire un generale stato di benessere... ve lo dice una che ha preso 18 chili (di cui almeno 4 durante le feste natalizie!!!) e li ha persi semplicemente allattando e stando dietro al bimbo una volta nato.